Come si legge una busta paga: le voci principali spiegate

Dal lordo al netto ci sono tre passaggi, sempre nello stesso ordine: si tolgono i contributi INPS, poi si calcola l'IRPEF su quello che resta (non sul lordo intero), infine si tolgono le addizionali regionale e comunale. Conoscere questo ordine aiuta a capire perché due dipendenti con lo stesso lordo possono avere un netto diverso: la differenza nasce quasi sempre dalle detrazioni fiscali o dall'addizionale, non dai contributi.

Le voci principali, in ordine

Un esempio numerico

Lordo mensile di €2.000:

Contributi INPS (9,19%): €2.000 × 9,19% = €183,80

Imponibile fiscale: €2.000 − €183,80 = €1.816,20

Su un imponibile annuo stimato di circa €21.794 (€1.816,20 × 12, semplificando e ignorando per chiarezza mensilità aggiuntive), con gli scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a €28.000) l'IRPEF lorda annua sarebbe:

€21.794 × 23% = €5.012,71 l'anno, circa €417,73 al mese

Da qui si sottraggono ancora le detrazioni da lavoro dipendente (l'importo esatto dipende dal reddito complessivo, non è una cifra fissa) e le eventuali addizionali, per arrivare al netto finale — che quindi è sempre più alto di questa sola IRPEF lorda intermedia.

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Da sapere: se ricevi anche tredicesima o quattordicesima, entrano anch'esse nell'imponibile annuo su cui si calcolano gli scaglioni — possono spingere il totale dell'anno in uno scaglione più alto, con effetti che si vedono soprattutto nel cedolino di dicembre.

Se vuoi vedere questi passaggi applicati al tuo caso reale — coi tuoi dati contrattuali e le tue detrazioni — puoi provare Busta Paga Dipendenti, l'app gratuita di Bussola per calcolare il cedolino mensile con conguaglio IRPEF progressivo.

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