Detrazioni fiscali sul lavoro dipendente: come funzionano
Nella guida su come si legge una busta paga abbiamo visto che l'IRPEF lorda non è ancora l'ultima parola: si riduce ancora per effetto delle detrazioni. Per un dipendente, la detrazione principale (art. 13, comma 1, del TUIR) segue un meccanismo a fasce di reddito, decrescente, che si azzera del tutto sopra i €50.000 di reddito complessivo annuo. È proprio questa la voce che spiega perché due colleghi con lo stesso lordo possono avere un netto diverso.
La formula ufficiale
- Reddito complessivo fino a €15.000: detrazione fissa di €1.955, con un minimo garantito di €690 per i contratti a tempo indeterminato, €1.380 per quelli a tempo determinato
- Da €15.000 a €28.000: €1.910 + 1.190 × (28.000 − reddito) ÷ 13.000
- Da €28.000 a €50.000: €1.910 × (50.000 − reddito) ÷ 22.000
- Oltre €50.000: nessuna detrazione
C'è anche una maggiorazione aggiuntiva (comma 1.1): +€65 per chi ha un reddito complessivo tra €25.000 e €35.000.
Due esempi numerici
Reddito complessivo di €23.000 (fascia €15.000–28.000):
€1.910 + 1.190 × (28.000 − 23.000) ÷ 13.000 = €1.910 + €457,69 = €2.367,69
Reddito complessivo di €35.000 (fascia €28.000–50.000, e dentro la soglia della maggiorazione di €65):
€1.910 × (50.000 − 35.000) ÷ 22.000 = €1.302,27, +€65 di maggiorazione = €1.367,27
Le detrazioni per i familiari a carico
Si sommano a quella da lavoro, se spettano (art. 12 TUIR) — valgono allo stesso modo per pensionati e lavoratori dipendenti, perché dipendono dal reddito del familiare, non dalla fonte del tuo:
- Coniuge a carico (con reddito proprio non superiore a €2.840,51): detrazione decrescente, fino ad azzerarsi sopra €80.000 di reddito complessivo tuo.
- Figli a carico: dal 2022 l'Assegno Unico Universale ha preso il posto della detrazione IRPEF per i figli sotto i 21 anni. Una detrazione IRPEF (fino a €950, decrescente fino ad azzerarsi a €95.000 di reddito) resta invece per i figli tra 21 e 29 anni, o con disabilità certificata anche oltre i 30.
Se hai altri redditi, dillo al tuo datore di lavoro
A differenza di un ente pensionistico, un datore di lavoro non ha un obbligo automatico di scoprire se hai altri redditi: te lo chiede tramite il cosiddetto "modulo detrazioni", di solito all'assunzione e poi ogni volta che la tua situazione cambia. Se sai già di non avere diritto (in tutto o in parte) alla detrazione — ad esempio perché sommando un secondo lavoro il tuo reddito complessivo supera le soglie viste sopra — conviene comunicarlo subito, chiedendo esplicitamente di non applicarla o di applicarla solo in parte.
Se non lo comunichi, il datore di lavoro continua ad applicare la detrazione come se il tuo stipendio fosse l'unico reddito: la differenza non sparisce, ma va restituita più avanti — nel conguaglio di fine anno (vedi come funziona il conguaglio IRPEF in busta paga) o in dichiarazione dei redditi, di solito tutta insieme.
Se vuoi vedere l'effetto di queste detrazioni — comprese quelle per coniuge e figli a carico — sul tuo cedolino reale, puoi provare Busta Paga Dipendenti, l'app gratuita di Bussola.
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