Conguaglio IRPEF in busta paga: perché a dicembre cambia il netto

Ogni mese il datore di lavoro trattiene l'IRPEF stimando il tuo reddito per l'intero anno, non solo quello del mese in corso. A dicembre (o all'ultimo cedolino, se il rapporto di lavoro cessa prima) confronta quella stima con l'imponibile reale effettivamente maturato nell'anno, e regola la differenza in un'unica soluzione: è il conguaglio. È il motivo per cui il cedolino di dicembre — che spesso include anche la tredicesima — a volte sorprende in negativo rispetto alle aspettative.

Perché la stima e il reale possono differire

Un esempio numerico

Lordo mensile di €2.400, con tredicesima (13 mensilità in tutto). Imponibile fiscale mensile, tolti i contributi INPS al 9,19%:

€2.400 − (€2.400 × 9,19%) = €2.400 − €220,56 = €2.179,44

Imponibile fiscale annuo reale (13 mensilità):

€2.179,44 × 13 = €28.332,72

Con gli scaglioni IRPEF 2026 (23% fino a €28.000, 33% da €28.001), questo importo supera la prima soglia di €332,72 — quella piccola parte viene tassata al 33% invece che al 23%:

€28.000 × 23% = €6.440,00
€332,72 × 33% = €109,80
Totale IRPEF annua dovuta: €6.549,80

Se durante l'anno l'IRPEF fosse stata trattenuta come se tutto restasse nel primo scaglione (23% su ogni mensilità), a dicembre il conguaglio recupera d'un colpo questa differenza — anche se piccola in questo esempio, lo stesso meccanismo diventa più marcato con aumenti o arretrati più consistenti.

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Da sapere: il conguaglio può anche funzionare al contrario, restituendoti soldi a dicembre, se durante l'anno hai avuto mesi non lavorati o un cambio di CCNL che ha ridotto l'imponibile reale rispetto alla stima iniziale.

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